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   La 2^F di Cernusco sul Naviglio contro la “Fame nel mondo”!

27 gennaio 2017

ActionAid

Crescere
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Cernusco sul Naviglio è un Comune di circa 30.000 abitanti, a nord di Milano. Presso la scuola media Aldo Moro lavora Stefania, insegnante di tecnologia e attivista di ActionAid, che ha deciso di coinvolgere la classe 2^F nelle attività laboratoriali del kit didattico Fame nel mondo.
I temi principali degli incontri con ActionAid sono stati gli sprechi alimentari e l’accaparramento delle terre (land grabbing).

Sul primo tema i ragazzi erano super preparati! Sapevano che nel mondo 1 miliardo di persone su 7 soffre la fame, anche se in realtà ci sarebbe la possibilità di soddisfare le esigenze alimentari di ben 10 miliardi di persone. Una delle cause principali della fame sono appunto gli sprechi, i quali si verificano sia a monte della catena alimentare, nelle fasi di semina, raccolto e trasporto; che nelle fasi successive di distribuzione e consumo.
I ragazzi hanno potuto provare sulla loro pelle, attraverso il laboratorio “La staffetta degli sprechi”, quanto cibo viene perduto durante il trasporto, “trasformandosi” in camion che dovevano portare la maggior quantità di riso possibile alla fine di un percorso pieno di ostacoli.
Sono rimasti così colpiti dalla quantità degli sprechi alimentari, che hanno ideato questo motto:
Il cibo viene sprecato
e questo è un reato.
Così, c’è tanta spazzatura
che inquina la natura!
Siccome questo non ci piace,
lasciamo il cibo in pace.

Il land grabbing, invece era un argomento nuovo per la classe. Durante l’incontro, gli alunni e le alunne hanno scoperto che migliaia di contadini nel mondo vedono violato il diritto alla terra che coltivano da generazioni, solo perché non possiedono un documento che ne certifichi la proprietà. Questo permette alle multinazionali di appropriarsi delle terre per coltivare alimenti che aumentano i loro profitti, ma non generano reddito per i contadini.
Così i ragazzi e le ragazze, divisi in gruppo e attraverso un gioco di ruolo, hanno interpretato i diversi attori che intervengono in questi casi, come i governi, le multinazionali, i contadini e le associazioni umanitarie tra le quali ActionAid, immedesimandosi nella situazione di trovarsi davanti ad un giudice ad esporre il punto di vista di ogni personaggio sulla questione.
Alla fine sono scaturite delle riflessioni davvero interessanti!
Ad esempio, coloro che interpretavano i contadini si sono espressi così di fronte a questa ingiustizia: “Noi, come contadini siamo risoluti a porre fine a questo scempio e non ci faremo mettere i piedi in testa!”, con l’associazione umanitaria che li ha appoggiati in questo modo: “Secondo noi, non è giusto che i contadini lavorino senza ottenere nulla in cambio e sarebbe sbagliato togliere loro le terre, poiché non possiedono altri mezzi di sussistenza”.

Le parole di questi ragazzi non sono così lontane dalla realtà.
Infatti, ActionAid ogni giorno è al fianco delle comunità che vedono violati i propri diritti, sia nel Sud che nel Nord del mondo, e lotta con loro per porre fine alle ingiustizie!